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Il Venerdì di Repubblica – Frittate nel Borgo

Lo sappiamo, le aziende agrituristiche possono riservare qualche fregatura. Ma possono anche riservare bellissime sorprese. E’ il caso di Cittadella, borgo agricolo d’origini cinquecentesche, nella valle dell’Aso, 800 metri di quota fra il Monte Vettore e il monte Sibilla.

La famiglia Antognozzi lo rilevò vent’anni fa, ma solo da dieci è aperto ai passanti, il temp odi ristrutturare il fienile ricavandone otto nuove camere da letto (ma noi preferiamo le sette vecchiotte, tutte comunque riscaldate e con bagno). Il patron Silvio Antognozzi, un cordialone innamorato della sua terra e del vino buono. In cucina c’è sua madre Andreina, aiutata secondo le necessità da qualche donna del paese.

Non aspettatevi calici di cristallo e tovaglie di lino di Fiandra e servizio incravattato. Tavoli rustici e una cucina di casa (basata sull’orto, sul bosco, sul cortile) di raro fascino e intensità. Una cucina che, tanto per dire, si sente arrivare prima ancora di vederla: altro che Proust con le madeleines, qui si parla di barbaglia (o guanciale) in padella con aceto, un pò d’aglio e salvia. Per chi si presenti con giusto appetito (l’aria è buona, c’è pure un campo per le bocce davanti al locale) è musica.

Gli antipasti possono essere chilometrici: affettati (buonissimi, locali, di Corona, inviale Stradone) ossia prosciutto, ciauscolo, lonza, salamelle di fegato, coppadi testa, e poi frittata con ricotta e mentuccia o con verdure di stagione, polenta con verdure o funghi, panzanelle, animelle con zucchine, trippe con fagioli, coratella d’agnello, piedini di maiale in umido. Primi fatti in casa: budelletti (pasta povera, solo acqua e farina) con pecorino e guanciale, ravioli di ricotta, vincisgrassi, pappardelle con ragù d’anatra o d’agnello, gnocchi di patate, quadrelli e fagioli. A ravvivarli, tartufi secondo stagione: ora, il bianchetto, d’estate lo scorzone, d’autunno il bianco, d’inverno il nero. Secondi: agnello alla cacciatora, coniglio in porchetta, faraona farcita, pollo ai peperoni, salsicce alla griglia. E dolcetti all’anice e crostate di frutta da bagnare col vincotto o con un bicchierino di mistrà (anice) locale. Cantina con buone bottiglie marchigiane.

              

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